Il 18 agosto 2026 alle 9:27 (Pacific Time) Google ha iniziato il rollout dello Spam Update di agosto. Si è concluso il 21 agosto all'1:49 (PDT): due giorni e sedici ore, globale, su tutte le lingue. Non è un core update: è un aggiornamento mirato ai contenuti che violano le spam policy, in particolare lo scaled content abuse.

Cosa cambia rispetto a un core update

I core update ricalibrano su larga scala come Google valuta la qualità e la pertinenza dei contenuti. Gli spam update invece agiscono su un set più ristretto di pattern: contenuto pubblicato in scala senza un valore reale per chi legge, cloaking, doorway page, abuso di domini scaduti, contenuto hackerato, scraping. Questo rollout di agosto 2026, nello specifico, non ha toccato link spam o site reputation abuse: il bersaglio dichiarato è lo scaled content abuse.

Per scaled content abuse Google intende grandi volumi di pagine prodotte principalmente per posizionarsi, non per essere utili a chi le legge, indipendentemente da chi le ha scritte. Un sito con 40 articoli scritti da un umano ma tutti nello stesso stampo, senza reporting originale né valore aggiunto rispetto a ciò che già esiste in SERP, rientra nella definizione tanto quanto un sito che pubblica con un tool di generazione automatica.

Come si riconosce l'impatto nei tuoi dati

Il sintomo caratteristico di uno spam update è un calo di ranking algoritmico senza deindicizzazione: le pagine restano coperte da Google (stesso numero in Search Console, sezione Copertura/Pagine), ma la posizione media peggiora e le impressioni crollano. Se invece il numero di pagine indicizzate scende in parallelo alle impressioni, il problema è più probabilmente tecnico (blocco crawl, errori server, canonical sbagliati) o un'azione manuale, non l'update.

Tre controlli, in ordine, prima di attribuire un calo di traffico allo spam update:

  1. Search Console > Sicurezza e azioni manuali: un'azione manuale è un problema diverso, con un percorso di correzione diverso (richiesta di revisione, non solo attesa).
  2. Copertura/Pagine: se le pagine indicizzate sono stabili nel periodo del calo, è un problema di ranking, non di indicizzazione.
  3. Sovrapposizione temporale: un calo che parte esattamente nella finestra del rollout (o nei giorni immediatamente precedenti, come spesso accade prima degli annunci ufficiali) è un indizio forte; un calo che precede l'update di settimane ha probabilmente un'altra causa.

Cosa non fare

Non riscrivere in massa contenuti solo perché sono calati in un periodo che coincide con lo spam update. Il rischio concreto è duplice: primo, se la causa reale è un'altra (un bug tecnico, un cambio di intento di ricerca, la stagionalità), il tempo va speso a diagnosticare quella, non a toccare contenuti che non c'entrano. Secondo, riscritture affrettate e su larga scala per "sistemare" molte pagine in poco tempo possono di per sé somigliare al pattern che l'update punisce.

Non aspettarti nemmeno un recupero rapido dopo un fix. Google stesso non ha un percorso di reconsideration dedicato agli spam update: la guida ufficiale è portare il sito in conformità con le policy e aspettare che l'algoritmo lo rivaluti nei prossimi cicli, un processo che nella pratica richiede spesso mesi, non settimane.

Cosa fare davvero

Se dopo i tre controlli sopra l'ipotesi spam update regge, la domanda utile non è "quanti articoli ho pubblicato" ma "quanti di quelli aggiungono qualcosa che non c'era già in SERP". Un buon filtro pratico: per ogni pagina, chiediti se qualcuno che l'ha già letta avrebbe un motivo per leggerne un'altra tua sullo stesso argomento, o se stai semplicemente occupando spazio con una variazione del contenuto dei competitor.

Le azioni concrete che hanno un impatto reale, in ordine di priorità:

  • Consolidare pagine ridondanti (stesso intento di ricerca coperto da più articoli sottili) invece di lasciarle competere tra loro.
  • Aggiungere dati, analisi o esperienza diretta che non sono già disponibili altrove per la stessa query, non solo riformulare ciò che esiste.
  • Rivedere il ritmo di pubblicazione quando è guidato più dalla necessità di presidiare un argomento che da un contenuto che vale la pena pubblicare.
  • Tenere traccia di un baseline pre-update (impressioni, posizione media, pagine indicizzate) per misurare con dati, non impressioni soggettive, se e quando arriva un recupero.

In sintesi

Lo Spam Update di agosto 2026 non è un evento isolato: è la continuazione di una linea che Google segue da anni contro i contenuti pubblicati in scala senza un motivo reale per esistere. La differenza tra un sito colpito ingiustamente e un sito che ha un problema reale di questo tipo si vede nei dati di Search Console, non nelle sensazioni: pagine indicizzate stabili più calo di ranking puntano allo spam update, calo di indicizzazione punta altrove. E in entrambi i casi, la correzione richiede tempo: non esiste una scorciatoia per rientrare in classifica il giorno dopo aver sistemato qualcosa.