URL e pattern spam
Slug, directory e parametri aiutano a capire come vengono generate le pagine.
Pagine su gambling, farmaci, prodotti falsi o contenuti mai pubblicati possono indicare una compromissione con spam SEO. Il lavoro va diviso in due: fermare ciò che genera lo spam e ripulire i segnali che i motori hanno già raccolto.
Le URL indicizzate sono il sintomo visibile. La causa può stare in file, database, plugin, utenti, task o regole che mostrano contenuti diversi ai crawler.
Slug, directory e parametri aiutano a capire come vengono generate le pagine.
File XML aggiunti dall'attaccante possono spingere grandi quantità di URL verso i motori.
File, plugin o task possono rigenerare lo spam dopo una pulizia superficiale.
Post, opzioni o record alterati possono continuare a produrre pagine malevole.
Utenti amministrativi o accessi hosting possono mantenere aperto il problema.
Redirect o configurazioni possono servire contenuti diversi a crawler e visitatori.
Prima si rimuove la compromissione, poi si lavora sul recupero dell'indice.
Raccogliamo URL, pattern, sitemap e comportamenti anomali senza cancellare subito le tracce utili.
Controlliamo applicazione, utenti, file, database, task e configurazione server.
Rimuovo componenti malevoli e ripristino file o componenti da fonti affidabili.
Ruotiamo le credenziali coinvolte e verifichiamo privilegi e punti d'ingresso.
Rivedo status code, sitemap, redirect e segnali residui per far uscire le URL spam dall'indice.
Sicurezza e SEO vengono controllate insieme, ma con obiettivi diversi.
Il sito deve restare pulito e i motori devono ricevere segnali coerenti sulle URL che non devono più esistere.
Invia qualche URL di esempio. Possiamo verificare compromissione, persistenza e impatto sull'indice.