Un assistente virtuale può rispondere ai clienti, raccogliere preventivi e consultare i dati aziendali. Le soluzioni disponibili vanno dai servizi in abbonamento ai chatbot personalizzati, con costi e funzionalità molto differenti.

Un hotel riceve ogni giorno domande sugli orari del check-in, sul parcheggio e sulle condizioni di cancellazione. Un artigiano deve interrompere il lavoro per rispondere a richieste sui servizi che offre. Un cliente abbandona un e-commerce perché non riesce a capire quale prodotto acquistare.

Molte di queste richieste potrebbero essere gestite direttamente dal sito web.

I chatbot basati sull'intelligenza artificiale consentono ai visitatori di porre domande in linguaggio naturale e ricevere risposte pertinenti, anche fuori dagli orari di apertura. Le soluzioni più avanzate possono consultare cataloghi, verificare disponibilità, raccogliere richieste commerciali e interagire con i software aziendali.

Cosa può fare un chatbot AI?

Le funzionalità dipendono dalle informazioni disponibili e dai sistemi ai quali viene collegato.

Hotel e strutture ricettive: un assistente multilingue può rispondere alle domande sui servizi, spiegare le condizioni di soggiorno e, se integrato con il gestionale alberghiero, consultare disponibilità e tariffe aggiornate. Con le necessarie autorizzazioni può anche accompagnare l'ospite nella prenotazione.

Artigiani e imprese di servizi: un chatbot può raccogliere richieste di preventivo, chiedendo informazioni sul lavoro da eseguire, sulla zona di intervento e sulle esigenze del cliente. Un installatore di climatizzatori, ad esempio, potrebbe ricevere richieste già complete delle informazioni necessarie per organizzare un sopralluogo.

Negozi ed e-commerce: l'assistente può aiutare nella scelta dei prodotti, confrontare caratteristiche, verificare compatibilità e rispondere alle domande su spedizioni e resi. Attraverso il collegamento con il gestionale può consultare ordini e disponibilità di magazzino.

Studi professionali e PMI: si possono rendere accessibili manuali, documentazione tecnica, procedure e informazioni amministrative. Le richieste che richiedono una valutazione specialistica vengono trasferite al personale competente.

In tutti questi esempi, alcune funzioni richiedono soltanto informazioni già pubblicate sul sito. Altre necessitano di integrazioni specifiche.

Chatbot in abbonamento o proprietario: quali differenze?

Le piattaforme commerciali permettono di attivare rapidamente una chat AI, spesso senza intervenire sul codice del sito.

Tra le soluzioni disponibili, Tidio propone Lyro AI Agent a partire da 32,50 dollari al mese, per 50 conversazioni AI.

Intercom utilizza una tariffazione a partire da 0,99 dollari per risultato fatturabile con Fin AI Agent. Alcune funzionalità commerciali hanno tariffe differenti e possono essere previsti canoni o impegni minimi.

I prezzi, verificati a ottobre 2026, sono indicativi e soggetti alle condizioni dei rispettivi fornitori.

Come funziona un chatbot proprietario?

Un chatbot proprietario viene sviluppato appositamente per il sito e i processi dell'azienda. L'interfaccia, le integrazioni e le regole di funzionamento sono personalizzabili.

Generalmente si utilizza un modello linguistico già esistente, accessibile attraverso API, come quelli di OpenAI o Anthropic. In alternativa, quando i requisiti tecnici lo consentono, si può utilizzare un modello open source ospitato su infrastruttura dedicata.

Il funzionamento prevede diversi passaggi.

Quando un visitatore scrive una domanda, il sito la invia a un'applicazione che gestisce la conversazione. Questa individua le informazioni necessarie, consulta le fonti autorizzate e trasmette al modello AI il contesto utile per formulare la risposta.

Se il cliente chiede informazioni su un prodotto, il sistema può interrogare il catalogo. Per conoscere lo stato di un ordine, dopo aver verificato l'identità del cliente, può consultare il gestionale. Se viene richiesto un preventivo, può raccogliere i dati e inserirli nel CRM.

Un'integrazione personalizzata può consentire anche di:

  • consultare prodotti, prezzi e giacenze aggiornate;
  • verificare disponibilità e gestire richieste di prenotazione;
  • creare richieste di assistenza o preventivo;
  • raccogliere contatti e registrarli nel CRM;
  • cercare informazioni in manuali e documenti aziendali;
  • trasferire la conversazione a un operatore.

Le operazioni che modificano i dati, come una prenotazione o un rimborso, richiedono controlli e conferme specifiche.

Come vengono utilizzati i dati aziendali?

Per consultare grandi raccolte di documenti si può integrare un sistema RAG (Retrieval-Augmented Generation).

Questa tecnologia permette di cercare le informazioni pertinenti nei documenti aziendali e fornirle al modello AI prima che elabori la risposta. È utile, ad esempio, per cataloghi tecnici, manuali, documentazione commerciale e procedure interne.

Tra le soluzioni open source disponibili c'è PerseoRAG, che offre componenti per la ricerca documentale, la gestione delle fonti e il controllo degli accessi ai dati.

Per informazioni che cambiano continuamente, come giacenze, ordini e disponibilità, è generalmente preferibile interrogare direttamente il software che le gestisce.

Un chatbot può utilizzare entrambe le modalità.

Quanto costa sviluppare un chatbot proprietario?

La spesa dipende dal numero di integrazioni, dalla complessità dei dati e dalle operazioni che l'assistente deve eseguire.

Per dare un riferimento, queste sono stime orientative di sviluppo, ricavate da ipotesi di lavoro tecnico comprese fra 50 e 75 euro all'ora. Non rappresentano prezzi di listino né una media statistica del mercato.

TipologiaFunzionalitàInvestimento iniziale stimato
Chatbot personalizzato di baseRisposte sui servizi, FAQ, raccolta contatti, interfaccia integrata nel sito2.000–5.500 €
Chatbot con dati aziendaliCataloghi, sistema RAG, un'integrazione gestionale, risposte contestuali4.500–13.500 €
Assistente con più integrazioniCRM, prenotazioni, ordini, procedure operative, autorizzazioni avanzate10.000–30.000 € e oltre

Le tre fasce corrispondono indicativamente a progetti da 40–70, 90–180 e 200–400 ore di lavoro. Il costo effettivo va definito dopo aver esaminato i sistemi da collegare.

Un chatbot per un hotel che debba rispondere sulle caratteristiche delle camere richiederà meno lavoro rispetto a uno che deve consultare disponibilità, applicare tariffe, gestire prenotazioni e sincronizzarsi con il gestionale.

Lo stesso vale per un e-commerce: cercare prodotti nel catalogo è generalmente più semplice che gestire resi, ordini e rimborsi.

Quanto costa mantenerlo?

Un chatbot proprietario comporta anche costi ricorrenti, che possono comprendere:

  • utilizzo delle API del modello AI, generalmente fatturato in base al consumo;
  • hosting del servizio e degli eventuali database;
  • manutenzione, aggiornamenti e monitoraggio;
  • aggiornamento delle integrazioni quando cambiano i software aziendali.

Per un assistente testuale con traffico contenuto, i costi delle API possono essere modesti. I listini OpenAI, ad esempio, prevedono prezzi diversi in base al modello e ai token elaborati.

La spesa aumenta con conversazioni lunghe, funzioni aggiuntive, volumi elevati e modelli più costosi.

Per un piccolo progetto si può ipotizzare un budget operativo e di manutenzione di alcune decine o centinaia di euro al mese. Sono possibili costi superiori quando servono infrastrutture dedicate, assistenza continuativa o particolari requisiti di disponibilità.

Sviluppare una soluzione personalizzata offre maggiore libertà nella scelta dei componenti, ma conviene chiarire fin dall'inizio chi possiederà il codice, dove saranno conservati i dati e come sarà possibile cambiare fornitore.

Quali errori evitare?

Il rischio più conosciuto riguarda le informazioni inventate. I modelli AI possono produrre risposte credibili anche quando non dispongono di dati sufficienti.

Su un sito aziendale, questo potrebbe significare comunicare un prezzo inesistente, promettere una consegna impossibile o confermare un servizio che l'impresa non offre.

Occorrono quindi controlli sulle fonti consultate, verifiche sulle risposte e regole che impediscano all'assistente di fornire informazioni non documentate.

Particolare attenzione merita l'accesso ai dati. Un chatbot collegato al gestionale degli ordini deve verificare l'identità del cliente prima di mostrare informazioni personali. Le autorizzazioni devono essere gestite dall'applicazione, indipendentemente dalle istruzioni inviate al modello AI.

Va sempre prevista la possibilità di contattare un operatore. Reclami, richieste particolari e problemi che l'assistente non riesce a risolvere devono poter essere trasferiti al personale.

Privacy e AI Act

Le conversazioni possono contenere dati personali. Occorre valutare come vengono trattati, conservati e trasmessi agli eventuali fornitori esterni, nel rispetto del GDPR.

Dal 2 agosto 2026 si applicano inoltre gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 dell'AI Act europeo. Nei casi previsti dalla normativa, l'utente deve essere informato chiaramente quando interagisce direttamente con un sistema AI.

La Commissione europea ha pubblicato chiarimenti specifici su questi obblighi.

Quando conviene investire?

La convenienza dipende dal numero di richieste ricevute, dal tempo necessario per gestirle e dalle operazioni che possono essere automatizzate.

Un hotel con molti ospiti stranieri e frequenti richieste fuori orario potrebbe ottenere benefici anche con un assistente informativo relativamente semplice.

Un'impresa che gestisce migliaia di prodotti potrebbe invece avere maggiori vantaggi da un'integrazione personalizzata, capace di consultare cataloghi e dati aggiornati.

Per attività che ricevono poche richieste o offrono servizi quasi esclusivamente su misura, può essere sufficiente migliorare le pagine informative e il modulo di contatto.

La misurazione dei risultati dovrebbe considerare le richieste risolte correttamente, il tempo risparmiato e i contatti commerciali effettivamente acquisiti. Una chat molto utilizzata potrebbe semplicemente indicare che il sito rende difficili da trovare alcune informazioni.

Per fare una prima valutazione, basta raccogliere le venti domande più frequenti dei clienti e verificare quante potrebbero ricevere una risposta completa senza l'intervento di un operatore. È un buon punto di partenza per scegliere le funzionalità e dimensionare l'investimento.