7.328 siti su 7.573 valutabili presentano almeno una violazione di accessibilità rilevata automaticamente. È il dato centrale dello studio Italian Web Accessibility 2026, pubblicato da Giovanni Manetti per PerseoDesign Research su Zenodo il 13 ottobre 2026.

Il dato corrisponde al 96,8%. Prima di trasformarlo in un titolo allarmistico, però, bisogna capire il denominatore: lo studio ha preso in esame 10.022 domini italiani, ma su 2.449 di questi non è stato possibile ottenere una valutazione. E una violazione rilevata da un software non coincide con una dichiarazione formale di non conformità alle WCAG.

Il lavoro, identificato come IWAS (Italian Web Accessibility Study), è disponibile in due pubblicazioni distinte:

Anche il codice dello studio è pubblico su GitHub, insieme alla metodologia e ai test della pipeline.

Un campione comune a un'altra ricerca

La popolazione di partenza è la porzione dei domini .it della lista Tranco del 8 luglio 2026: 10.022 domini, con riferimento alla lista 46XZX.

Non si tratta di un campione casuale di tutti i siti italiani. Tranco ordina siti per popolarità e la porzione .it seleziona uno specifico spazio del web; un portale istituzionale su dominio diverso, per esempio, non rientra automaticamente nel campione.

La scelta ha anche un vantaggio. I 10.022 domini coincidono con quelli già utilizzati nell'Italian Web Security Study, il precedente lavoro dedicato a HTTP, TLS, DNS, cookie e configurazioni di sicurezza. Questo consentirà in futuro di esaminare le stesse unità statistiche sotto due aspetti differenti, evitando di confrontare elenchi di siti costruiti con criteri incompatibili.

Come sono state esaminate le pagine

La raccolta si è svolta dal 9 al 13 ottobre 2026. Il software ha caricato le pagine con Chromium tramite Playwright, lasciando attivo JavaScript, e ha eseguito i controlli con axe-core 4.14.0.

Per ciascun dominio è stato selezionato un massimo di cinque pagine secondo regole fissate prima della scansione: homepage, una possibile pagina funzionale (per esempio contatti o ricerca), una pagina di contenuto, una pagina più profonda e un'ulteriore URL scelta in modo deterministico. Quando una categoria mancava, il protocollo prevedeva una sostituzione.

Le pagine candidate sono state individuate dai collegamenti della homepage e dalle sitemap. Non è stato eseguito un crawl illimitato.

I controlli automatici hanno preso in considerazione le regole axe-core riferite alle WCAG 2.0, 2.1 e 2.2 ai livelli A e AA, in un ambiente desktop fisso, con viewport di 1366 × 768 pixel. Lo scanner non ha effettuato autenticazioni, invii di moduli, prove con screen reader o navigazione manuale da tastiera.

Queste scelte rendono le misurazioni replicabili, ma delimitano anche ciò che è possibile affermare.

I risultati: quanti siti e quante pagine

MisuraRisultato
Domini nella lista10.022
Domini valutabili7.573 (75,6%)
Domini non valutabili2.449 (24,4%)
Pagine selezionate sui domini valutabili36.038
Pagine effettivamente valutate34.641
Domini con almeno una violazione automatica7.328 (96,8% dei valutabili)
Occorrenze di regole violate106.815
Nodi del DOM interessati890.680

Una distinzione utile: 106.815 non significa 106.815 siti diversi. È il numero di occorrenze di regole rilevate nelle pagine esaminate. Uno stesso problema può ripetersi su molte pagine e coinvolgere diversi elementi HTML. I 890.680 nodi sono gli elementi coinvolti, non altrettante violazioni indipendenti.

La mediana dei siti valutati è di quattro tipologie differenti di violazione, con 13 occorrenze di regole violate nelle pagine campionate. È un modo più informativo di descrivere la ricorrenza dei problemi rispetto al semplice totale aggregato.

Gli errori di accessibilità più diffusi

Problema rilevatoDomini coinvoltiIncidenza sui valutabili
Contrasto cromatico insufficiente6.12980,9%
Link senza nome accessibile4.89464,6%
Elementi interattivi troppo piccoli3.08040,7%
Immagini senza alternativa testuale adeguata3.01639,8%
Nome visibile non coerente con quello accessibile1.96225,9%
Pulsanti senza nome accessibile1.72722,8%

Il contrasto non è un dettaglio estetico

Per oltre quattro quinti dei domini valutati, almeno una pagina presenta un contrasto inferiore alla soglia richiesta dal controllo automatico. Un testo grigio chiaro su fondo bianco può risultare gradevole nel mockup, ma può essere difficile da leggere per persone con ridotta sensibilità al contrasto, su alcuni schermi o in condizioni di luce sfavorevoli.

La verifica utile non è chiedersi se il colore "si vede". Bisogna misurare il rapporto tra testo e sfondo nelle diverse dimensioni e pesi tipografici, inclusi pulsanti, link, badge e messaggi di errore. È uno dei problemi più semplici da individuare in automatico, e questo contribuisce alla sua frequenza nel dataset.

Un link può essere perfettamente riconoscibile a chi vede la pagina e non avere un nome accessibile utilizzabile da uno screen reader. Lo stesso vale per icone cliccabili prive di etichetta. I controlli possono rilevare la mancanza di un nome, ma la sua qualità semantica richiede spesso una valutazione umana.

Un'altra famiglia di errori riguarda le dimensioni dei target interattivi. Su uno schermo touch, un elemento troppo piccolo può essere difficile da attivare, soprattutto quando è affiancato ad altri controlli. Per giudicarne l'impatto reale contano anche spaziatura, contesto e modalità di interazione.

Le immagini informative

L'assenza di un'alternativa testuale appropriata riguarda quasi il 40% dei domini valutabili. Il rimedio non è compilare automaticamente ogni attributo alt con il nome del file: un'immagine decorativa può richiedere un'alternativa vuota, mentre un grafico o una foto che comunica informazioni va descritto in relazione al contenuto della pagina.

La popolarità non basta a spiegare il problema

Dividendo i domini in quattro gruppi sulla base del ranking Tranco, la quota di siti valutabili con violazioni resta elevata ovunque:

Quartile TrancoDomini valutabili con almeno una violazione
Primo, più popolari97,4%
Secondo97,4%
Terzo96,1%
Quarto96,2%

La differenza tra i gruppi è limitata per questa specifica misura binaria. Sarebbe scorretto concludere che popolarità e accessibilità non abbiano alcuna relazione: una semplice variabile "almeno un errore" non distingue tra un singolo contrasto insufficiente e un insieme di ostacoli che compromettono un percorso essenziale.

Per rispondere a quella domanda serviranno misure più articolate, tenendo conto di tipologia, gravità, pagine disponibili e tasso di fallimento delle scansioni.

I 2.449 domini che non è stato possibile valutare

Questo è un limite sostanziale della ricerca, non una nota tecnica da nascondere. Tra i 2.449 domini non valutabili:

  • 1.150 hanno restituito HTTP 403;
  • 386 hanno prodotto errori DNS o destinazioni non pubbliche rifiutate;
  • 190 hanno raggiunto un timeout di navigazione;
  • gli altri hanno mostrato errori di certificato, connessione, risposta HTTP o caricamento.

Un sito che blocca lo scanner non è automaticamente inaccessibile per le persone. È semplicemente non valutabile con questo protocollo. Classificare i 2.449 casi come privi di errori falserebbe il risultato, ma sarebbe scorretto considerarli tutti problematici.

C'è poi un'altra precauzione: 470 siti valutabili hanno reindirizzato verso domini differenti. Escludendoli, la prevalenza osservata resta al 96,7%: un risultato vicino al 96,8% complessivo, utile per verificare la stabilità di questa stima rispetto ai reindirizzamenti.

Il paper descrive anche un'anomalia nel manifesto di campionamento e un controllo manuale stratificato ancora da completare al momento della stesura. Sono limiti da documentare esplicitamente nelle successive revisioni.

Cosa può ricavare da questi risultati chi gestisce un sito

Il primo errore da evitare è usare il numero 96,8% come slogan per vendere "certificazioni WCAG". Nessuno scanner è in grado, da solo, di certificare l'accessibilità completa di un sito.

Per una verifica operativa partirei da tre passaggi.

Primo: controllare il contrasto degli elementi di interfaccia, non soltanto dei paragrafi di testo. Molti problemi sono nei componenti ripetuti: navigazione, footer, call to action, messaggi dei form.

Secondo: verificare il nome accessibile di link e pulsanti, soprattutto quelli rappresentati da icone, e il testo alternativo delle immagini informative. È preferibile correggere i componenti condivisi una sola volta piuttosto che inseguire la stessa violazione in decine di URL.

Terzo: completare l'analisi automatica con prove da tastiera e, dove necessario, con tecnologie assistive e verifiche sui percorsi reali. Una pagina può superare molti controlli statici e creare comunque ostacoli durante un acquisto, una prenotazione o la compilazione di un modulo.

Il valore di uno studio su vasta scala è mostrare quali criticità ricorrono con maggiore frequenza. La priorità di intervento su un sito specifico, invece, dipende dalle persone che lo usano e dalle funzionalità che devono poter completare.

Paper, dataset e riproducibilità

La ricerca è pubblicata su Zenodo, con due DOI distinti:

Paper: Manetti, G. (2026). Italian Web Accessibility 2026: An Observational Analysis of 10,022 Domains and 34,641 Web Pages (Version 1.0.0). Zenodo. 10.5281/zenodo.23347092.

Dataset: Italian Web Accessibility Study, record Zenodo 23346985.

La pipeline di raccolta su GitHub comprende campionamento, scanner, test e metodologia. Lo studio IWAS è distinto dallo studio IWSS sulla sicurezza del web italiano, pur condividendone il campione di partenza.

Nota sulla denominazione: il nome corretto del progetto è IWAS. I record Zenodo originali e parte dei file depositati riportano la sigla precedente «IWASS»; i DOI rimangono invariati.